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Fecondazione In Vitro (FIVET): step by step

22 maggio 2026 di
Fecondazione In Vitro (FIVET): step by step
Odoo Master

Quando le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita di bassa complessità, come l’inseminazione intrauterina, non portano a risultati o quando le cause di infertilità sono più complesse (tube bloccate, severa endometriosi, fattore maschile moderato), la scelta terapeutica più efficace è spesso la fecondazione in vitro. Questo articolo illustra in modo completo, step by step, cosa significa realmente fare una FIVET: dalla preparazione iniziale al test di gravidanza, passando per la stimolazione, il prelievo degli ovociti, la fecondazione in laboratorio e il trasferimento dell’embrione. L’obiettivo è fornire una guida chiara e pratica per affrontare il percorso con maggiore consapevolezza.

Cos’è la FIVET e perché si chiama così

L’acronimo FIVET sta per Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell’Embrione. “In vitro” significa “in vetro”, cioè in provetta: la fecondazione tra ovocita e spermatozoo avviene all’esterno del corpo della donna, in un laboratorio specializzato, all’interno di una piastra di coltura. Una volta che si è formato l’embrione, questo viene trasferito nell’utero della donna, dove (si spera) si impianterà e darà origine a una gravidanza.

La FIVET è considerata la tecnica di punta della Procreazione Medicalmente Assistita ad alta complessità ed è quella che, a livello globale, ha permesso la nascita di milioni di bambini dal 1978 (anno della nascita di Louise Brown, la prima “provetta”).

Differenze tra FIVET classica e ICSI

Spesso si sentono i termini FIVET e ICSI usati come sinonimi, ma non lo sono.

CaratteristicaFIVET classicaICSI
Modalità di fecondazioneGli spermatozoi vengono posti vicino all’ovocita; avviene da solaUn singolo spermatozoo viene iniettato dentro l’ovocita
Indicazioni principaliInfertilità inspiegata, tube bloccate, endometriosi, fattore maschile lieveGrave infertilità maschile, fallimenti di fecondazione con FIVET, seme crioconservato
Quantità di spermatozoi necessariAlmeno 100.000 mobili progressiviBastano pochi spermatozoi (anche 1)
Costo aggiuntivoNoGeneralmente sì (qualche centinaio di euro)

In molti centri, oggi si tende a usare direttamente l’ICSI per quasi tutte le FIVET, perché garantisce una percentuale di fecondazione più elevata e prevedibile. Tuttavia, la FIVET classica (inseminazione convenzionale) resta valida e meno invasiva per i gameti.

A chi è indicata la FIVET

Le indicazioni principali alla FIVET includono:

  • Ostruzione tubarica bilaterale: entrambe le tube di Falloppio sono chiuse, impedendo l’incontro tra ovocita e spermatozoo.

  • Donne con legatura delle tube (o salpingectomia bilaterale).

  • Endometriosi moderata o severa che ha compromesso la funzionalità tubarica o ovarica.

  • Infertilità inspiegata dopo 3-4 fallimenti di IIU.

  • Fattore maschile moderato (non così grave da richiedere ICSI).

  • Donne con età avanzata (>38 anni), che necessitano di massimizzare le probabilità per ciclo.

  • Necessità di diagnosi genetica pre-impianto (PGT): solo la FIVET permette di biopsiare gli embrioni prima del trasferimento.

  • Crioconservazione di embrioni per future gravidanze (es. prima di chemioterapia).

Step by step: il ciclo di FIVET

Un ciclo completo di FIVET dura in media 4-6 settimane e si articola in fasi ben distinte.

Step 1: Preparazione e soppressione (down-regulation, opzionale)

Prima di iniziare la stimolazione, alcuni protocolli prevedono una fase di soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio, per evitare un’ovulazione spontanea e sincronizzare i follicoli. Si usano:

  • Agonisti del GnRH (es. Decapeptyl, Enantone): somministrati come iniezione singola a rilascio prolungato o come spray nasale quotidiano per 10-14 giorni.

  • Antagonisti del GnRH (es. Orgalutran, Cetrotide): aggiunti successivamente, durante la stimolazione (protocolli più brevi e con meno soppressione).

Oggi i protocolli con antagonisti sono i più diffusi perché richiedono meno iniezioni e riducono il rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica.

Step 2: Stimolazione ovarica controllata (10-12 giorni)

La donna si autosomministra ogni sera un’iniezione sottocutanea di gonadotropine (FSH, spesso in associazione con LH). I farmaci più comuni sono Gonal-f, Puregon, Menopur, Merional. L’obiettivo è far crescere contemporaneamente più follicoli (idealmente tra 8 e 15) e quindi ottenere più ovociti maturi.

Durante questa fase, la paziente si sottopone a monitoraggi frequenti:

  • Ecografie transvaginali ogni 2-3 giorni per misurare il diametro dei follicoli e lo spessore endometriale.

  • Dosaggi ormonali (estradiolo, progesterone, LH) per adattare la dose di gonadotropine e prevenire l’ovulazione precoce.

Quando i follicoli hanno raggiunto una dimensione adeguata (almeno 3 follicoli ≥17-18 mm), si somministra un’iniezione di hCG (Gonasi, Ovitrelle) o di agonista del GnRH (trigger) per indurre la maturazione finale degli ovociti.

Step 3: Pick-up oocitario (prelievo degli ovociti)

Esattamente 34-36 ore dopo il trigger, la paziente si reca in day hospital. Viene sottoposta a sedazione profonda o anestesia generale breve. Sotto guida ecografica, il medico introduce un ago transvaginale che attraversa il fornice vaginale e aspira, follicolo dopo follicolo, il liquido follicolare contenente gli ovociti.

Il prelievo dura 15-20 minuti. Al risveglio, la paziente può avvertire lievi crampi o fastidio, ma generalmente torna a casa dopo 2-3 ore. In questa fase, il partner produce il campione di liquido seminale (o si scongela il seme crioconservato).

Step 4: Fecondazione e coltura embrionale

In laboratorio, gli ovociti vengono identificati e posti in coltura. A seconda della tecnica scelta:

  • FIVET classica: ogni ovocita viene messo in una goccia di terreno di coltura con circa 50.000-100.000 spermatozoi mobili. La fecondazione avviene da sola nelle 12-18 ore successive.

  • ICSI: un singolo spermatozoo, selezionato per morfologia e motilità, viene iniettato direttamente nel citoplasma dell’ovocita maturo.

Il giorno successivo (giorno 1), l’embriologo verifica la fecondazione: due pronuclei (uno materno e uno paterno) indicano che la fecondazione è avvenuta correttamente. Gli ovociti non fecondati o quelli con fecondazione anomala vengono scartati.

Gli embrioni vengono poi coltivati in incubatori a 37°C, in atmosfera controllata, fino al giorno 5 o 6 (stadio di blastocisti). Durante questi giorni, l’embriologo valuta parametri come il numero di cellule, la frammentazione e la simmetria.

Step 5: Trasferimento dell’embrione

Il trasferimento è l’atto finale del ciclo di FIVET. Si esegue senza anestesia, in ambulatorio. La donna si sdraia in posizione ginecologica, si inserisce uno speculum e si carica uno o due embrioni (in Italia il limite è stabilito dalla legge, ma la tendenza è al singolo embrione di buona qualità) in un sottile catetere. Sotto guida ecografica addominale, il catetere viene fatto avanzare attraverso la cervice fino a 1-2 cm dal fondo uterino, dove vengono rilasciati gli embrioni.

La procedura dura 5-10 minuti ed è generalmente indolore. Dopo il trasferimento, la paziente rimane sdraiata per 10-15 minuti, poi torna a casa. Non è richiesto riposo a letto prolungato; anzi, uno stile di vita normale è favorevole.

Step 6: Fase luteale e test di gravidanza

Dopo il trasferimento, inizia la fase luteale. Quasi sempre viene prescritto progesterone (per via vaginale, orale o sottocutanea) per supportare l’impianto e la fase luteale, che nella FIVET è carente a causa del prelievo follicolare.

Il test di gravidanza si esegue con un prelievo di sangue per dosare il beta-hCG circa 12-14 giorni dopo il pick-up (o 9-11 giorni dopo il trasferimento di blastocisti). Un test delle urine precoce può dare falsi negativi (per bassa sensibilità) o falsi positivi (per residui di hCG del trigger).

Tassi di successo e fallimento

I tassi di successo variano moltissimo in base all’età della donna, alla causa di infertilità e alla qualità dei centri. I dati pubblicati dai registri nazionali (es. Registro PMA dell’ISS in Italia) forniscono valori medi.

Età della donnaTasso di gravidanza clinica per ciclo iniziatoTasso di nascita vivo per ciclo iniziato
<35 anni40-45%32-38%
35-37 anni30-35%25-30%
38-39 anni20-25%15-20%
40-42 anni10-15%8-12%
43-44 anni5-8%3-5%
>44 anni<3%<2%

Cosa fare in caso di fallimento? Un singolo fallimento non è una sconfitta. Nelle donne sotto i 38 anni, il tasso cumulativo dopo 3 cicli di FIVET si avvicina al 70-80%. Dopo un fallimento, il centro dovrebbe rivedere il protocollo, valutare se fare esami aggiuntivi (es. isteroscopia, biopsia endometriale) e proporre eventuali modifiche (es. passaggio a ICSI, uso di tempo-lapse, trasferimento di blastocisti congelate).

Rischi e complicanze della FIVET

La FIVET è una procedura sicura, ma comporta alcuni rischi specifici.

Sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS)

È la complicanza più temuta. Si verifica quando le ovaie rispondono eccessivamente ai farmaci, ingrossandosi e riversando liquido nell’addome. Nelle forme gravi, può richiedere ospedalizzazione. Oggi, l’uso di protocolli con antagonisti e trigger con agonista del GnRH (seguito da “freeze-all”, cioè congelamento di tutti gli embrioni e trasferimento differito) ha ridotto l’incidenza dell’OHSS grave a meno dell’1%.

Gravidanze multiple

In Italia, la legge 40/2004 imponeva il trasferimento di un massimo di 3 embrioni, ma oggi grazie ai “freeze-all” e alle linee guida, la tendenza è il Single Embryo Transfer (SET), riducendo i gemellari al 5-10% e i trigemellari a casi eccezionali.

Rischio di malformazioni

Studi epidemiologici riportano un lieve aumento (circa 1-2% in più) di malformazioni maggiori nei nati da FIVET/ICSI rispetto a concepiti naturalmente. Il rischio è più alto per l’ICSI e in parte attribuibile all’infertilità di base.

Gravidanza ectopica

L’incidenza è dell’1-3% (leggermente superiore alla popolazione generale). Più frequente in donne con precedenti patologie tubariche.

FIVET con trasferimento di embrioni congelati (FET)

Non tutti gli embrioni prodotti vengono trasferiti “freschi”. Spesso si ricorre al congelamento (vitrificazione) e al successivo scongelamento in un ciclo successivo (FET). I vantaggi del FET sono:

  • Riduzione drastica dell’OHSS.

  • Migliore sincronia tra embrione ed endometrio (l’utero non è “stressato” dalla stimolazione ormonale).

  • Tassi di impianto spesso superiori rispetto al fresco.

  • Possibilità di accumulare più embrioni da più cicli di stimolazione.

Un ciclo FET è molto più semplice: si prepara l’endometrio con estrogeni e progesterone (ciclo artificiale) o si monitora l’ovulazione spontanea (ciclo naturale), e al momento opportuno si scongela e trasferisce l’embrione.

Costi della FIVET

In Italia, i costi variano molto tra pubblico e privato.

  • Pubblico (SSN): la FIVET è gratuita o con ticket minimo per le coppie con diagnosi di infertilità, ma i tempi di attesa possono essere lunghi (6-12 mesi). Alcune regioni hanno liste d’attesa più brevi.

  • Privato: un ciclo di FIVET classica costa mediamente tra 3.500 e 5.000 euro, inclusi monitoraggio, pick-up, fecondazione, coltura e trasferimento. L’ICSI aggiunge 600-1.000 euro. I farmaci (gonadotropine) costano tra 800 e 2.000 euro a ciclo. Il congelamento embrionale (vitrificazione) costa 300-500 euro, e ogni FET successivo 800-1.500 euro.

FAQ Fecondazione In Vitro (FIVET)

Quanti embrioni si possono trasferire in Italia?

La legge 40/2004 originale imponeva un massimo di 3 embrioni per trasferimento e l’obbligo di trasferirli tutti. Oggi, grazie a successive sentenze costituzionali, non esiste più un numero legale fisso, ma le linee guida raccomandano il trasferimento di un solo embrione (SET) nelle donne con buona prognosi, e al massimo due in casi selezionati, per ridurre le gravidanze multiple.

La FIVET fa male?

La parte dolorosa è limitata. Le iniezioni sottocutanee sono ben tollerate. Il pick-up viene eseguito in sedazione, quindi non si sente dolore. Il trasferimento è simile a un pap-test. I crampi post-prelievo sono gestibili con antidolorifici comuni.

Quanto dura un ciclo di FIVET dall’inizio alla fine?

Circa 4-6 settimane: 2 settimane di soppressione (se prevista), 10-12 giorni di stimolazione, 1 giorno per il pick-up, 5-6 giorni di coltura, 1 giorno per il trasferimento, poi 12-14 giorni di attesa per il test di gravidanza.

Si può fare la FIVET in caso di tube legate?

Sì, la legatura delle tube (o la loro asportazione) è un’indicazione classica alla FIVET. La tecnica bypassa completamente le tube.

Qual è il tasso di successo dopo i 40 anni?

Con gameti propri, intorno all’8-12% per ciclo (nascita viva). Per questo, molte donne sopra i 43 anni ricorrono alla donazione di ovociti, che ha tassi di successo del 50-60% per ciclo, indipendentemente dall’età della ricevente.

La FIVET aumenta il rischio di tumori nella donna?

Numerosi studi di coorte non hanno trovato un aumento significativo del rischio di tumori della mammella, dell’ovaio o dell’utero nelle donne che hanno eseguito FIVET rispetto alla popolazione generale, anche dopo cicli ripetuti. Tuttavia, serve un follow-up a lungo termine.

Fecondazione In Vitro (FIVET)

La Fecondazione In Vitro rappresenta una delle più importanti conquiste della medicina riproduttiva. Grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita, milioni di coppie hanno potuto realizzare il sogno della genitorialità nonostante ostacoli che solo pochi decenni fa erano insormontabili. Conoscere ogni singolo step di un ciclo di FIVET – dalla stimolazione al test di gravidanza – aiuta a ridurre l’ansia, a prendere decisioni informate e a collaborare attivamente con il centro di PMA. Sebbene non sia una passeggiata, la FIVET offre oggi probabilità di successo molto elevate, specialmente per le donne sotto i 38 anni, e rappresenta una strada concreta e sicura verso una gravidanza.

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Data di revisione: 26 Marzo 2026

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