Per alcune coppie che affrontano un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, la sfida non è solo ottenere una gravidanza, ma assicurarsi che il futuro bambino sia sano. La Diagnosi Genetica Pre-Impianto (PGT) rappresenta una frontiera avanzata della medicina riproduttiva, che consente di analizzare il corredo cromosomico o genetico degli embrioni prima del loro trasferimento in utero. Questo articolo spiega cos’è la PGT, quali sono le sue diverse applicazioni, a chi è rivolta, come si svolge e quali sono i rischi e i benefici di questa potente tecnologia.
Cos’è la PGT e perché si usa
La PGT, acronimo di Preimplantation Genetic Testing, è un insieme di tecniche di genetica molecolare che vengono applicate agli embrioni ottenuti tramite FIVET/ICSI, prima che vengano trasferiti nell’utero. L’obiettivo è identificare embrioni con alterazioni genetiche o cromosomiche, selezionando quelli sani per il trasferimento e aumentando così le probabilità di una gravidanza portata a termine.
La PGT non è una tecnica di diagnosi prenatale (come l’amniocentesi), che viene eseguita durante la gravidanza. È una diagnosi pre-impianto, che avviene cioè prima dell’inizio della gravidanza stessa, evitando così il trauma di un’eventuale interruzione terapeutica di gravidanza.
I tre tipi principali di PGT
La PGT si è evoluta e oggi si distinguono tre tipologie principali, a seconda di ciò che si va a cercare.
PGT-A (Preimplantation Genetic Testing for Aneuploidies)
Cos’è: Analizza il numero di cromosomi degli embrioni per identificare aneuploidie, ossia un numero anormale di cromosomi (es. trisomia 21 o sindrome di Down, trisomia 18, monosomia X o sindrome di Turner).
A chi è rivolta:
Donne di età avanzata (>38 anni), dove il rischio di aneuploidie aumenta.
Donne con aborti ricorrenti (≥2 aborti spontanei).
Coppie con precedenti gravidanze con aneuploidie.
Fallimenti ripetuti di impianto (dopo 3 o più cicli di FIVET).
Coppie che desiderano ottimizzare le probabilità di successo per ciclo, trasferendo un solo embrione euploide (cromosomicamente normale).
Come si esegue: Si prelevano poche cellule dal trofoblasto (il futuro tessuto placentare) dell’embrione allo stadio di blastocisti (giorno 5-6). Il DNA viene amplificato e analizzato con tecniche di Next Generation Sequencing (NGS) o array-CGH. Il risultato indica se l’embrione è euploide (normale), aneuploide (anomalo) o mosaico (mix di cellule normali e anomale).
PGT-M (Preimplantation Genetic Testing for Monogenic disorders)
Cos’è: Ricerca una specifica mutazione genetica responsabile di una malattia monogenica ereditaria. Cioè, malattie causate dall’alterazione di un singolo gene (es. fibrosi cistica, talassemia, atrofia muscolare spinale, corea di Huntington).
A chi è rivolta:
Coppie in cui uno o entrambi i partner sono portatori noti di una mutazione per una malattia autosomica recessiva (es. fibrosi cistica) o autosomica dominante (es. corea di Huntington).
Coppie con un figlio già affetto da una malattia genetica.
Coppie con storia familiare di malattie genetiche severe.
Come si esegue: Richiede un’analisi personalizzata. Prima del ciclo di PMA, si costruisce un “test su misura” per la famiglia, utilizzando marcatori genetici (STR) per tracciare l’ereditarietà della mutazione. Per questo motivo, la PGT-M richiede uno studio genetico preventivo dei genitori e spesso di altri familiari, che può durare diversi mesi. La biopsia embrionale è la stessa della PGT-A.
PGT-SR (Preimplantation Genetic Testing for Structural Rearrangements)
Cos’è: Rileva riarrangiamenti strutturali dei cromosomi, come traslocazioni bilanciate o inversioni, che uno dei partner porta senza avere sintomi (è “bilanciato”), ma che possono generare embrioni con cromosomi sbilanciati (con perdita o guadagno di materiale genetico).
A chi è rivolta:
Coppie in cui uno dei due è portatore di una traslocazione cromosomica bilanciata o di un’inversione pericentrica.
Coppie con aborti ricorrenti o precedenti figli con anomalie cromosomiche strutturali.
Come si esegue: Utilizza tecniche di NGS o array-CGH per identificare gli embrioni che hanno ereditato i cromosomi in modo bilanciato (come il genitore portatore) o completamente normali.
Il processo della PGT in un ciclo di PMA
La PGT si integra in un normale ciclo di FIVET/ICSI, con alcuni passaggi aggiuntivi.
Step 1: La fecondazione e la coltura embrionale
La coppia esegue un ciclo di FIVET (preferibilmente con ICSI per evitare la contaminazione da spermatozoi). Gli embrioni vengono coltivati fino allo stadio di blastocisti, che si raggiunge al 5° o 6° giorno di sviluppo. A questo stadio, l’embrione è composto da circa 100-150 cellule, distinte in:
Trofoblasto (cellule che formeranno la placenta)
Massa cellulare interna (cellule che formeranno il feto)
Step 2: La biopsia embrionale
Un embriologo esperto, utilizzando un microscopio e micromanipolatori, apre un piccolo foro nella zona pellucida (il “guscio” dell’embrione) e aspira o escide 3-10 cellule dal trofoblasto. È fondamentale che la biopsia venga eseguita sul trofoblasto e non sulla massa cellulare interna, per non danneggiare il futuro feto.
Le cellule biopsiate vengono poi lavate e messe in un tubo per l’analisi genetica. L’embrione, dopo la biopsia, viene immediatamente crioconservato (vitrificato) in attesa del risultato.
Step 3: L’analisi genetica
Il campione di cellule biopsiate viene inviato al laboratorio di genetica. Le tecniche utilizzate richiedono da alcune ore a diversi giorni. La NGS è ormai lo standard per la PGT-A e la PGT-SR, mentre per la PGT-M si utilizzano spesso combinazioni di NGS e analisi di marcatori STR.
Step 4: La scelta dell’embrione e il trasferimento
Una volta ricevuto il referto, che classifica gli embrioni come:
Euploidi/Normali: cromosomicamente sani (per la PGT-A) o non affetti dalla mutazione (per la PGT-M/PGT-SR).
Aneuploidi/Anomali: non idonei al trasferimento.
Mosaici: presentano una percentuale di cellule normali e anomale. Questi casi sono i più complessi da gestire e richiedono una consulenza genetica approfondita.
L’embrione euploide viene scongelato e trasferito in un ciclo successivo (FET). I vantaggi del trasferimento differito sono: l’utero non è stimolato, l’endometrio è più recettivo, e si ha tutto il tempo per il referto genetico.
Vantaggi e benefici della PGT
La PGT offre diversi vantaggi potenziali:
Aumento del tasso di impianto per trasferimento: Trasferendo un embrione euploide, il tasso di impianto può superare il 60-70%, contro il 30-40% del trasferimento di embrioni non selezionati.
Riduzione del rischio di aborto: La maggior parte degli aborti spontanei nel primo trimestre è dovuta ad aneuploidie. Selezionando embrioni euploidi, il tasso di aborto si riduce drasticamente (dal 20-30% al 5-10%).
Riduzione del tempo per ottenere una gravidanza: Sebbene il ciclo sia più lungo, il tasso cumulativo di gravidanza a termine può essere più alto a parità di numero di cicli di stimolazione.
Prevenzione di malattie genetiche severe: Per le coppie a rischio, la PGT-M è l’unica alternativa alla diagnosi prenatale e all’eventuale interruzione di gravidanza.
Limitazioni e rischi della PGT
La PGT non è una tecnica perfetta e presenta importanti limitazioni.
La biopsia non è priva di rischi
La biopsia del trofoblasto è una procedura invasiva. Sebbene gli studi più recenti indichino che il rischio di danni all’embrione è molto basso (<1%), esiste comunque una piccola possibilità che la biopsia comprometta la vitalità dell’embrione.
Il mosaicismo embrionale
Fino al 10-30% degli embrioni allo stadio di blastocisti sono mosaici, ossia hanno una mescolanza di cellule euploidi e aneuploidi. La biopsia preleva solo poche cellule (il trofoblasto), che potrebbero non essere rappresentative dell’intero embrione (e in particolare della massa cellulare interna). Esiste quindi un rischio, seppur basso, di:
Falso positivo: l’embrione viene classificato come aneuploide (e scartato) ma in realtà la massa interna è normale.
Falso negativo: l’embrione viene classificato come euploide ma la massa interna è aneuploide.
La gestione degli embrioni a basso mosaicismo (20-50% di cellule anomale) è oggi oggetto di dibattito: molti centri li trasferiscono, perché hanno dimostrato di poter dare origine a gravidanze sane.
La PGT non testa tutto
La PGT-A analizza il numero di cromosomi, ma non rileva piccole variazioni (microdelezioni/microduplicazioni) che possono causare malattie. La PGT-M testa solo la mutazione specifica per cui è stata progettata, non altre mutazioni. Inoltre, nessuna PGT può testare malattie multifattoriali (es. diabete, ipertensione) o difetti del tubo neurale (es. spina bifida), che vengono valutati con ecografie e test prenatali durante la gravidanza.
Aspetti etici e legali
In Italia, la PGT è consentita solo per scopi terapeutici e diagnostici, cioè per prevenire malattie genetiche gravi o per ridurre il rischio di aborto in donne con aneuploidie ricorrenti. È severamente vietata la selezione del sesso per ragioni non mediche e la PGT per caratteristiche non patologiche. La normativa è stata chiarita dalla Corte Costituzionale e dalle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Costi della PGT
I costi della PGT si aggiungono a quelli di un ciclo di FIVET/ICSI.
| Tipologia di PGT | Costo medio (privato) per embrione o per ciclo |
|---|---|
| PGT-A (analisi aneuploidie) | 400 - 800 € per embrione (o pacchetti da 1.500-3.000 € per fino a 8 embrioni) |
| PGT-M (analisi monogenica) | 2.000 - 4.000 € per lo studio preventivo (build) + 500-800 € per embrione |
| PGT-SR (riarrangiamenti strutturali) | 1.500 - 3.000 € per il test + 500-800 € per embrione |
Nel sistema pubblico, la PGT-A è spesso offerta gratuitamente per le indicazioni previste (es. età >38 anni, aborti ricorrenti), mentre la PGT-M è più difficile da ottenere e spesso ha lunghi tempi di attesa.
FAQ
Qual è l’età ideale per fare la PGT-A?
Non esiste un’età “ideale”, ma l’indicazione più forte è per le donne >38 anni, dove il rischio di aneuploidie supera il 50%. In alcune cliniche, viene offerta anche a donne più giovani con precedenti aborti o fallimenti di impianto. La PGT-A non è generalmente consigliata di routine alle donne sotto i 35 anni perché il beneficio in termini di tasso di nascita non è dimostrato e i costi e i rischi superano i potenziali vantaggi.
La PGT può danneggiare l’embrione?
La biopsia del trofoblasto allo stadio di blastocisti, se eseguita da embriologi esperti, è considerata sicura e non riduce le possibilità di impianto di un embrione euploide. Tuttavia, esiste un rischio teorico (stimato <1%) di danni all’embrione che potrebbero compromettere la sua vitalità. È una procedura che richiede grande competenza.
Quanto tempo ci vuole per avere i risultati della PGT?
La PGT-A con NGS richiede in genere 7-14 giorni. La PGT-M richiede più tempo, in particolare la fase di “build” del test può durare 2-4 mesi. Per questo motivo, quasi sempre gli embrioni vengono congelati (vitrificati) in attesa del referto e trasferiti in un ciclo successivo.
Un embrione classificato come aneuploide può dare origine a una gravidanza sana?
In casi molto rari, embrioni con aneuploidie a basso mosaico (ossia con alcune cellule normali) possono dare origine a nascite sane. Per questo, molti centri oggi trasferiscono embrioni a basso mosaicismo (20-30%) quando non ci sono altri embrioni euploidi, dopo aver informato la coppia dei rischi. La probabilità di una nascita sana è però inferiore rispetto a un embrione euploide.
Si può fare la PGT anche se l’embrione viene trasferito fresco (senza congelamento)?
Sì, è possibile, ma è molto raro. Per avere il risultato della PGT in tempo per un trasferimento fresco (giorno 5), sarebbe necessario disporre di un laboratorio di genetica interno che fornisca risultati in 24-48 ore (cosa oggi possibile con alcune tecniche rapide). Tuttavia, la maggior parte dei centri preferisce congelare tutti gli embrioni (freeze-all) per avere più tempo per l’analisi e per trasferire in un ciclo con endometrio più recettivo.
Conclusione
La Diagnosi Genetica Pre-Impianto rappresenta un’arma formidabile nella lotta contro l’infertilità e le malattie genetiche, offrendo alle coppie la possibilità di selezionare embrioni sani prima ancora che inizi una gravidanza. La PGT-A, la PGT-M e la PGT-SR rispondono a esigenze diverse e vanno scelte in base alla storia clinica e genetica di ogni coppia. Tuttavia, non è una tecnica miracolosa: ha costi elevati, rischi tecnici e limitazioni intrinseche (come il mosaicismo). Un’accurata consulenza genetica e un’informazione trasparente sono fondamentali per prendere decisioni consapevoli. In questo modo, la Procreazione Medicalmente Assistita si arricchisce di una dimensione preventiva, tutelando la salute del futuro bambino e aumentando le probabilità di successo del percorso.
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